SUOR ZITA FOGLIATA

Nata a Brescia il 15 luglio 1932, professa il 30 settembre 1953 – deceduta a Grumello del Monte (BG) il 5 febbraio 2026

La mattina del 5 febbraio, in modo del tutto inaspettato, Suor Zita è tornata alla Casa del Padre dalla comunità di Grumello Casa Fiorina. Nata a Brescia il 15 luglio 1932 e battezzata con il nome di Albarosa, a 18 anni è entrata tra le Suore delle Poverelle, iniziando il percorso formativo che l’ha condotta alla Professione perpetua.

Avviata agli studi per diventare insegnante di Scuola materna, è stata preparata a vivere tra i bambini, esprimendo creatività, dedizione e un’autentica maternità spirituale.

La sua prima comunità è stata la Casa Madre (1953-1962), seguita dalla comunità di Celadina (1963-1965), nella periferia di Bergamo. Poi un trasferimento ben più lontano: il Congo, nella missione di Tumikia, dove ha servito con generosità per dieci anni (1965-1975).

Rientrata dall’Africa, ha operato in diverse comunità della provincia di Bergamo: Lallio (1975-1977; 1980-1986), Cene (1977-1980) e Fiobbio (1986-1987), tutte realtà impegnate nella Scuola materna e nella pastorale parrocchiale. In seguito è tornata in Casa Madre (1987-1996), poi ha trascorso alcuni anni a Torre Boldone, nella Casa del Fondatore (1996-2000), e infine di nuovo in Casa Madre (2000-2025). Solo pochi mesi fa, nell’agosto 2025, è stata accolta nella comunità di Grumello Casa Fiorina, stanca e desiderosa di un ambiente più adeguato alle sue forze ormai ridotte.

Il nome di “Suor Zita” risuona familiare a tutte noi. La ricordiamo nella portineria di Casa Madre, sempre pronta ad accogliere le Sorelle provenienti dalle altre comunità. È viva nella memoria l’immagine di lei con il capo chino sul suo lavoro ai ferri, mentre confezionava vestitini colorati per i bambini delle nostre missioni in Africa.

Era davvero “la sentinella del mattino”: la prima ad alzarsi, ad andare in chiesa a pregare, a preparare la colazione per don Maurizio, nostro cappellano, e per gli altri sacerdoti di passaggio. Le piaceva animare la preghiera e cantare, e non mancava, con voce sommessa, di borbottare un po’ quando qualcosa non andava come avrebbe desiderato.

Essenziale, amante della povertà, dotata di un profondo senso di responsabilità, Suor Zita non si perdeva in chiacchiere: gustava la fraternità, partecipava con presenza viva agli incontri comunitari e offriva riflessioni chiare, semplici e profonde, ricche di fede.

La sua morte improvvisa ci ha colte di sorpresa, ma rispecchia il suo desiderio più volte confidato: “morire senza dare fastidio”, e soprattutto poter finalmente incontrare il suo Signore e riposare in Lui per sempre.

Ora ti sappiamo felice, Suor Zita carissima, a godere il premio della tua lunga e intensa donazione, nella gioia del Paradiso insieme ai tuoi cari, ai Fondatori, e alle tante Poverelle che ti hanno preceduta!

Grazie, grazie di vero cuore!

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