Nata a Settimo San Pietro (CA) il 21 gennaio 1941, professa il 30 settembre 1962 – deceduta a Bergamo S. Cuore il 14 dicembre 2025
Battezzata con il nome di Agnese, suor Letizia nasce in Sardegna e cresce in una famiglia che le trasmette valori umani e religiosi profondi, capaci di plasmare il suo carattere e la sua persona. Il suo cammino vocazionale matura osservando l’esempio di chi vive il Vangelo con coerenza e conoscendo da vicino le Suore delle Poverelle che assistevano i malati di tubercolosi nell’Ospedale di Cagliari. Attraverso questi incontri sente la chiamata del Signore, che la invita a seguirlo nel Vangelo e nel carisma del Palazzolo; vi risponde con generosità.
A 19 anni lascia la sua amata Sardegna per arrivare nella Casa Madre di via S. Bernardino, a Bergamo, dove vive gli anni della formazione iniziale fino all’emissione dei Primi Voti, che rinnoverà in perpetuo il 2 ottobre 1968.
Riceve la preparazione professionale come infermiera caposala e, dal 1962, viene inviata in numerose comunità dove si dona con dedizione ai malati: persone affette da tubercolosi, anziani, Sorelle nelle Case di riposo, pazienti in ospedali cittadini o situati in zone periferiche, nel nord, nel centro e nel sud d’Italia.
Le sue missioni la portano a: Milano (via Palazzolo), Brescia (via Mantova), Bonorva (SS), Torre Boldone (Ospizio S. Vincenzo), Bergamo (S. Maria del Bosco), Popoli, Pantelleria, Milano (via Salomone), S. Andrea Jonio (CZ), Pescasseroli (AQ), Grumello del Monte – Casa Fiorina, Colere (BG), Roma e Senigallia (AN).
Un elenco così ampio parla da sé: la vita di suor Letizia ha richiesto grande generosità, spirito di fede e un’obbedienza sempre fiduciosa. La grazia del Signore e la profonda convinzione di compiere la volontà del Padre l’hanno guidata in ogni passaggio. Come vera Poverella, sempre disponibile, ha saputo trasmettere i valori cristiani e il carisma palazzoliano anche a molte giovani che ha incontrato sul suo cammino.
La salute, però, spesso fragile, le ha presentato non poche difficoltà. Con l’aiuto della preghiera, la comprensione delle Sorelle e il desiderio sincero di vivere il carisma del Palazzolo e di Madre Teresa Gabrieli, suor Letizia ha continuato finché ha potuto a sostenere i suoi impegni quotidiani a favore dei più bisognosi, traendo forza soprattutto dall’incontro quotidiano con il Signore.
Nel marzo 2025, a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute, viene trasferita al Villaggio Gabrieli, Casa S. Cuore. Nonostante la fatica, ha cercato di vivere le sofferenze con serena accettazione, offrendole con amore per la famiglia palazzoliana e per i tanti poveri incontrati nella vita. Negli ultimi giorni ha anche potuto partecipare all’accoglienza di alcuni gruppi di passaggio al Villaggio: la sua testimonianza semplice e luminosa è stata molto apprezzata.
Grazie, suor Letizia, per il tuo “essere Poverella”! Hai testimoniato il tenero amore di Dio a molti fratelli e sorelle. Ora che ti sappiamo nella beatitudine, unita ai tuoi cari, ti affidiamo quanti ancora camminano quaggiù, la nostra famiglia delle Poverelle e tutta l’umanità che soffre: ricordati di tutti, ancora, nella tua preghiera.
Lo stesso giorno della morte di Suor Letizia è stata scritta una lettera significativa, che poniamo di seguito: ci sembra proprio eloquente e rispondente alla realtà.
Domenica 14 Dicembre 2025
Care sorelle “poverelle” riunite per onorare la vita di Suor Letizia e ringraziare il Signore per lei.Avrei avuto più piacere di essere qui con voi attorno alla salma di Suor Letizia, ma mi è dato solo di condividervi per scritto quanto questa cara sorella, sposa di Cristo, sia stata importante per me e la mia vocazione.
Ringrazio il Signore per avermi fatto il grande dono di incontrarla sul mio cammino di adolescente, negli anni ’90 al Palazzolo a Milano, dove ho seguito il corso di infermiera. Ringrazio il Signore anche di avermi suscitato in cuore di venirla a visitare, qualche mese fa, con mamma; sentivo che sarebbe stata l’ultima volta! Non chiedetemi il perché, ma “sapevo” in cuore che dovevo venire a salutarla, per compiere ciò che si compie con una persona cara. Come figlia spirituale non potevo che fare ciò! Anche per questo ringrazio il Signore che me ne ha dato la possibilità.
Suor Letizia non ha mai voluto che gli dicessi quanto bene mi ha fatto, rimandava sempre tutto al Signore, umile serva; se fosse qui direbbe “ho fatto solo il mio dovere, sono un asinello, una capa tosta!!” con il suo tono scherzoso, ma serio in cuore; ma permettetemi di dirvi che cosa mi ha testimoniato.
Era responsabile del servizio di medicina in quegli anni, … ciò che mi colpiva era il fatto che non andasse a letto se non era passata prima, silenziosamente, quasi invisibile, di notte, in ogni camera a vedere i malati, come una madre, assicurandosi che stavano bene e che noi giovincelle adolescenti facessimo il nostro dovere, vegliando! Sempre la prima ad arrivare e l’ultima a partire …
Quando le ho chiesto di accompagnarmi per capire cosa il Signore volesse da me, mi rispose: “E lo chiedi a me? Io ho fatto solo la 5° elementare!” Io le risposi: “Non mi importa quello che hai fatto, sento che devi essere tu ad accompagnarmi!”. Da allora, fu una vera “madre”, sempre disponibile quando la cercavo, e sempre lontana quando riuscivo a camminare da sola, offrendomi qualche chiave di lettura della Bibbia, qualche indicazione su come il Signore si può manifestare… Ma poi con grande libertà, distacco e gratuità lasciava che il Signore mi guidasse Lui. È stata una vera animatrice vocazionale, che con sincerità e affetto voleva il mio bene, aiutandomi a trovare il mio cammino, non tirandomi verso il suo… Quando infine ho capito che il mio posto era il mondo, che dovevo partire lontano per annunciare l’amore di Dio a chi non lo conosce, maturando la vocazione missionaria ad extra, per lei fu una grande gioia: “Non sono potuta partire io” – mi disse- “parto ora con te!” …. Da allora, separate fisicamente, siamo spiritualmente sempre state vicine l’una all’altra, nella preghiera del Padre Nostro e nelle ricorrenze personali. Era anche un po’ un ponte tra tutte voi e me, dandomi notizie di tutte ogni volta che ci sentivamo. La ricordo piuttosto severa, esigente, ma anche semplice e comprensiva. L’ho scoperta più gaia e sorridente, scherzosa, nella nostra relazione una volta partita, scherzosa anche di fronte a tutti gli acciacchi che aveva. La vita non le ha risparmiato nulla! Sempre disponibile a rispondere ai bisogni dell’Istituto, sempre con la valigia in mano… fino all’ultimo, nonostante fosse già malata, sapeva vedere in tutto la “volontà di Dio” e quella solo voleva seguire. Una vera sposa di Cristo che ora riposa nel suo amorevole abbraccio di Padre!
Riposa in pace, Suor Letizia, e con le altre consorelle che ci hanno preceduto intercedi per noi, per poter essere sempre più vicine a Cristo, come lo sei stata tu. Condoglianze a tutte voi.
A tutte voi un abbraccio fraterno e la promessa di accompagnarci sempre nella preghiera.
Suor Sandra Catapano
Missionaria di Nostra Signora degli Apostoli
Milano, via Accademia 15 – 20131


