Nata a Isola Vicentina (VI) il 5 settembre 1929, professa il 1° ottobre 1952 – deceduta a Vicenza S. Lucia il 27 ottobre 2025
Battezzata con il nome di Maria Teresa, dopo aver attinto e vissuto i valori cristiani nella sua famiglia e attratta dall’esempio delle Suore delle Poverelle impegnate nelle zone vicine, risponde alla chiamata del Signore. A vent’anni raggiunge la Casa Madre di Bergamo, dove intraprende il cammino formativo che la porterà ad emettere i primi voti religiosi, poi rinnovati in perpetuo l’8 ottobre 1958.
Dopo aver conseguito a Roma, nella comunità di via Casilina, la preparazione professionale come educatrice, dedica gran parte della sua vita agli orfani delle Case della Congregazione: dal 1954 a Meina (NO) e, dal 1969 al 1979, a Torre Boldone (BG), in via Imotorre. In tanti orfani, da lei considerati fratelli e sorelle, bisognosi di affetto e di cure, suor Gesuines ha riconosciuto il volto di Gesù; e loro, in lei, un vero cuore di madre.
Successivamente vive la sua donazione in altre comunità: a Bergamo Casa S. Cuore fino al 1989 e a Milano, in via Vincenzo da Seregno, fino al 2013. Eloquenti le parole riportate in una testimonianza:
“Suor Ines ha vissuto 24 anni nelle torri di via Vincenzo da Seregno… C’era sempre e per tutti. La ricordiamo perennemente di corsa: con passo rapido arrivava in chiesa, lodava Dio, poi nuovamente correva dai suoi poveri, dalla sua gente che bussava, e bussa ancor oggi, a tutte le ore del giorno, e se potesse anche della notte… La ricordo così: con la sua voce dolcemente consumata nel dare conforto, nel dare voce, nel dare consigli, e con le mani sempre sul grembiule. Semplice, concreta, saggia e instancabile come una mamma, come una nonna coraggiosa; una donna in prima linea, sempre al lavoro, con la forza di Dio dentro e la dolcezza fuori…”
Dal 2013 al 2021 viene inviata a Vicenza S. Chiara; poi, con il diminuire delle forze, è trasferita nella comunità di Vicenza S. Lucia per le Sorelle a riposo.
“Cara suor Gesuines, anche se hai chiesto nel tuo testamento che non venga fatto un discorso lungo su di te, ci permettiamo di dire comunque qualcosa. La sera in cui hai lasciato questa terra, le antifone del vespro dicevano: ‘Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo… Ecco lo sposo che viene, andiamo incontro a Cristo Signore…’. Pensiamo che queste parole descrivano bene la tua persona e il tuo rapporto con il Signore. Davvero, come sua sposa, gli sei andata incontro, o meglio, lui è venuto incontro a te, perché, in questo ultimo tempo, spesso ripetevi: ‘… voglio andare… voglio che il Signore mi prenda’. Hai scritto: ‘Dammi la certezza, o Maria, che il Signore mi attende come un Padre… per stringermi sul suo Cuore e farmi entrare nella gioia senza fine’.”
Grazie, suor Gesuines, per ciò che sei stata per tanti orfani e per tutte le persone che hai incontrato; per i tuoi familiari e per ciascuna di noi. Hai amato profondamente la comunità e i fratelli più poveri, donandoti con tutto il cuore, con gioia e senza alcuna pretesa.
Dal paradiso, continua a proteggere tutti coloro che hai amato!


