Suor Romina Guercio – Comunità del Perù
«Un grande vuoto si nasconde dentro di me, mentre continuo a cercare qualcosa che non so bene identificare…». Così una giovane, con profonda tristezza e rassegnazione, mi confidava il cammino della sua vita. Un grande vuoto, sì, ma allo stesso tempo una nostalgia dell’Infinito: il desiderio di una verità capace di oltrepassare i confini di una quotidianità spesso difficile e complessa, come accade a tanti giovani in ogni parte del mondo.
È stato proprio questo bisogno interiore a spingermi, nel 2018, a proporre per la prima volta l’esperienza degli Esercizi Spirituali Ignaziani online nella vita quotidiana, pubblicando un semplice post di invito sulla nostra pagina Facebook “Hermanas de los Pobres”.
Volevo offrire uno spazio flessibile dove fermarsi, guardarsi dentro con gli occhi del Divino Artista e, alla luce della Parola di Dio, riconoscere i punti fermi che orientano l’esistenza. Da lì approfondirli, meditarli e, grazie a un accompagnamento personale, scoprire ciò che dà bellezza, forza e pienezza alla vita… e ciò che invece la appesantisce, la impoverisce o ne offusca la profondità.
Per quindici giorni, ogni giorno proponevo spunti di riflessione e citazioni bibliche per la preghiera personale. Con mia grande sorpresa, il numero dei giovani interessati cresceva di giorno in giorno, raggiungendo, oltre al Perù, molti Paesi dell’America Latina: Cile, Ecuador, Argentina, Colombia, El Salvador, Bolivia, Messico, Nicaragua.
Molti chiedevano un accompagnamento personale per riuscire a scoprire e contemplare la “bellezza della vita” nel suo significato più profondo, trovando una direzione verso cui orientarsi.
Così iniziai a offrire incontri formativi online, dal punto di vista umano e spirituale: alcuni mensili, altri settimanali, dedicati al discernimento; nei tempi forti dell’anno liturgico proponevo gli esercizi spirituali. Provai anche a coinvolgere altri religiosi e sacerdoti della diocesi, ma dopo qualche mese rinunciarono, dicendo che l’impegno richiedeva troppo tempo ed energia.
Eppure, il bisogno di senso è enorme in ogni angolo della terra. I giovani, e non solo loro, gridano silenziosamente il bisogno di qualcuno che cammini accanto a loro, che ricordi che il Signore è lì, proprio accanto: non per risolvere i problemi, ma per amare, perdonare e scegliere ogni giorno ciascuno con amore. Sapere e sperimentare di essere un figlio profondamente amato cambia l’esistenza.
Viviamo in un tempo fragile, in cui gli equilibri si spezzano facilmente. Sono più che convinta che la nostra missione sia quella di essere luce e speranza per l’umanità, donando senza misura. Perché l’eco di un seme gettato non sappiamo mai fin dove potrà arrivare e quali frutti potrà generare.
In questi anni ho visto con i miei occhi alcuni dei frutti che il Signore ha fatto nascere in diverse parti del mondo:
– quattro giovani sono diventati gesuiti;
– quattro ragazze hanno scelto la vita consacrata;
– un giovane riceverà quest’anno l’ordinazione diaconale, e poi il sacerdozio;
– una giovane messicana si è unita alla nostra comunità in Perù per continuare il suo discernimento;
– molti altri hanno scelto la vita matrimoniale.
Mi piace pensare a tutto questo come a un lavoro silenzioso e fecondo per il Regno di Dio, che abbraccia tutti i suoi figli amati. Ognuno, attraverso la propria vocazione, impara a riconoscere il vero volto di Dio, il Padre Amabile e Infinito, e con Lui cammina verso la pienezza.
Se tutti scoprissimo questo grande Amore, forse il mondo conoscerebbe un po’ più di pace.


