Suor Amelia Elvetico
Ed eccoci qui: noi due, Valentina e io, Amelia… finalmente Suore delle Poverelle!
Il 6 dicembre 2025 abbiamo celebrato la nostra Professione temporanea nella chiesa di Casa Madre, circondate da quasi tutte le persone che portiamo nel cuore: le nostre famiglie, la nuova famiglia religiosa, amici e tante persone incontrate soprattutto nei due anni di noviziato. Eravamo davvero in tanti!
A presiedere la celebrazione c’era don Doriano Locatelli, affiancato da don Salvatore e dal diacono Dario da Napoli, don Gaetano da Sassari, don Carlo da Milano San Galdino, fra Giorgio e don Giuseppe da Albino. Una vera “squadra” di volti amici che ha reso tutto ancora più speciale. La celebrazione è stata emozionante, forse anche più di quanto immaginassimo. Era un momento che aspettavamo da tanto, e che si è rivelato davvero uno dei giorni più belli della nostra vita. Le suore ci avevano detto che la prima Professione non si dimentica… ed è proprio vero! Ma anche i giorni che l’hanno preceduta sono stati pieni di grazia: un tempo intenso e da custodire. Al centro c’era la Parola. Il Vangelo del Battesimo di Gesù secondo Marco è stato il brano che abbiamo scelto dopo gli Esercizi spirituali ignaziani, e che abbiamo meditato insieme alle altre Sorelle in formazione, come facciamo ogni volta nei nostri ritiri. Ci siamo preparate con una giornata di ritiro guidata proprio da don Doriano, per camminare tutte nella stessa direzione. Il giorno dopo abbiamo vissuto una veglia di preghiera ad Albino, nella chiesetta dell’oratorio: un momento forte, preparato dalle nostre Sorelle più giovani, insieme ai parrocchiani che in questi anni abbiamo conosciuto nel CRE, nel catechismo e nei vari servizi in parrocchia. Ci siamo sentite veramente abbracciate dalla comunità.
Poi… finalmente il grande giorno!
Una celebrazione splendida, e una festa altrettanto bella. Dopo la Messa ci siamo ritrovati all’Oratorio dell’Immacolata per un rinfresco con amici e parenti. Non poteva esserci posto migliore: è lì che il sogno di don Luigi ha iniziato a prendere forma. Sembrava quasi di respirare il passato e il futuro nello stesso istante. E come descrivere ciò che abbiamo provato in quel giorno e in questo primo tratto di cammino?
Forse l’espressione più adatta è proprio quella del Vangelo che abbiamo scelto: ci siamo sentite “figlie amate”. E ora il nostro desiderio è portare questo amore ovunque saremo, ovunque ci manderà la vita. Quindi… via allegramente!


