SUOR GESUALBA PEGORARO

Nata a Rosà (VI) il 30 novembre 1940, professa il 26 marzo 1961 – deceduta a Rosà (VI) il 17 aprile 2026

Battezzata con il nome di Irene, è stata educata in famiglia ai valori umani e cristiani, che ha saputo assimilare e vivere grazie anche all’esempio ricevuto. Fin dall’adolescenza, favorita dalla presenza nel suo paese delle Suore delle Poverelle, dedite alla cura delle persone disabili, si è sentita attratta da quello stile di vita e si è presto orientata verso la consacrazione religiosa. A soli 18 anni raggiunge Bergamo, entrando nella Famiglia palazzoliana. Qui compie il cammino formativo nel Postulato e nel Noviziato e, durante la Vestizione religiosa, riceve il significativo nome di Gesualba. Grazie alla formazione ricevuta e al suo impegno personale, giunge all’emissione dei Primi Voti religiosi, che conferma definitivamente il 16 marzo 1967.

Nei primi anni di consacrazione si dedica al servizio dei bambini nella Scuola materna e nella pastorale parrocchiale: per un anno a Scardovari (RO), dal 1961 al 1962, e poi per quattordici anni a Fiobbio (BG), dal 1962 al 1976. Le tappe successive la vedono impegnata soprattutto accanto agli anziani e agli ammalati: per quasi trent’anni a Milano, in via Palazzolo (1976–2005), quindi a Cantello (VA) fino al 2008 e a Camisano Vicentino fino al 2015. Viene poi trasferita a Rosà, per motivi di salute, quando si manifesta la malattia, che affronta con fede, pazienza e dignità. I lunghi anni di sofferenza non intaccano la sua sensibilità né il desiderio di unirsi a Cristo crocifisso, esperienza che aveva imparato a vivere accanto alle persone sofferenti, che aveva sempre cercato di sostenere.

Serena e rassicurante, ha dimostrato costante attenzione e amore verso le persone affidate alle sue cure. Sempre servizievole e disponibile, sapeva rispondere con generosità ai bisogni di tutti: dei bambini, quando operava nella Scuola materna e nella parrocchia, e degli anziani, ai quali ha dedicato gran parte della sua vita. Non si limitava ad accudire, ma custodiva nel cuore le persone incontrate, accompagnandole nella preghiera.

Persona creativa, amante della montagna e della natura, con semplicità e con poco sapeva esprimere la sua creatività, trasmettendo serenità e gioia. Era davvero una suora disponibile, semplice e gioiosa, come il Fondatore, san Luigi Palazzolo, desiderava per le sue “poverelle”.

Suor Gesualba lascia una testimonianza di grande bontà, di profonda spiritualità e di dedizione concreta e gioiosa. Indica a tutti noi la via dell’affidamento pieno al Signore, della fedeltà anche nelle prove più dolorose e della speranza nella risurrezione e nella gioia senza fine.

I suoi occhi, sempre attenti e vigili, possono ora contemplare l’Amabile Infinito e incontrare i tanti fratelli che ha amato nel suo cammino terreno.

Grazie, Suor Gesualba! Dal cielo proteggi i tuoi familiari, che ti hanno sempre voluto tanto bene e te lo hanno dimostrato con affetto. Intercedi per la nostra Famiglia religiosa, per la tua comunità, per il personale che ti ha assistita con cura e dedizione e per i volontari che ti sono stati vicini. A tutti noi resta il tuo caro ricordo, che continuiamo a custodire e a trasformare in preghiera.

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