Suor Gabriella Lancini
Un 22 maggio speciale, quest’anno, a Torre Boldone: speciale nella preparazione, festoso nella celebrazione, impegnativo nel dare continuità e sviluppo a un’esperienza particolarmente riuscita.
La preparazione, guidata da un’équipe di operatori dei tre servizi (RSA, Mantello e Casa Palazzolo), ha coinvolto anziani, bambini, adolescenti e donne del Mantello nella realizzazione di festoni e messaggi dedicati al tema della pace. In questo modo, tutto il parco interno della struttura si è riempito di colori e di auguri, creando un clima di gioia condivisa.
Gioco, incontro, collaborazione
Il momento più coinvolgente si è raggiunto nel pomeriggio del 22 maggio, con le sei postazioni di gioco che hanno visto gareggiare insieme giovani e anziani: chi in carrozzina, chi nel pieno delle forze, tra corse, salti e tanto entusiasmo. Operatori e volontari, adulti e ragazzi, tutti si sono messi in gioco, diventando per un pomeriggio abili concorrenti. Tiro con l’arco, gioco del pirlì, basket, tiro alle lattine, granaio e laboratorio di pittura: proposte diverse, adatte a tutte le età e capacità, accompagnate naturalmente da una premiazione finale.
La celebrazione e l’inaugurazione dei busti
Al mattino si è svolta una celebrazione solenne, presieduta da mons. Davide Pelucchi, con la partecipazione dei sacerdoti della parrocchia, sempre attenti alla vita delle nostre Case e affettuosamente vicini a chi vi abita. Un momento particolarmente significativo è stato quello dell’inaugurazione e benedizione dei busti di San Luigi Palazzolo e di Madre Teresa Gabrieli, accompagnato dal suono della tromba degli Alpini di Torre Boldone e dai canti africani di un gruppo di giovani del Malawi.
Il significato dei segni
Nell’omelia, don Davide ha offerto parole profonde, che meritano di essere condivise:
“La scelta di porre dei segni trova il suo significato più profondo nel mistero dell’Incarnazione: in Gesù, Dio si è mostrato come uomo. Per questo collochiamo il crocifisso in molti luoghi — sugli altari, nelle case, sulle montagne, lungo le strade — perché in ogni momento della vita abbiamo bisogno di posare lo sguardo su qualcosa che rimane, che custodisce la memoria di un dono orientato al bene e al bello.
Porre in questo luogo di servizio i busti di San Luigi Palazzolo e di Madre Teresa Gabrieli rafforza il desiderio di imitarli, consegnandoci al Signore e ai fratelli con un “di più” di amore.
San Luigi e Madre Teresa hanno vissuto questa consegna guardando a Gesù Crocifisso. Passando davanti a questi busti, ciascuno potrà fare propria una preghiera:
– chi è ospite potrà dire: “San Luigi, insegnami ad affidare la mia vita al Signore”;
– un familiare: “Insegnami a donarmi ai miei cari”;
– un educatore o un volontario: “Insegnami a prendermi cura di chi ha bisogno di aiuto e speranza”;
– una suora: “Insegnami a servire con amore e tenerezza ogni persona che incontro”.
Questi segni saranno davvero eloquenti nella misura in cui diventeranno gesti concreti: mani che accudiscono, braccia che accolgono, cuori che si aprono, volti capaci di relazione. Nei gesti quotidiani di cura e di tenerezza si potrà vedere il più bel “busto” del Palazzolo e di madre Teresa: quello vivo di chi, ancora oggi, continua a testimoniarne lo spirito, prendendosi cura delle tante persone che varcano la soglia di questa “Cittadella della Carità”.”


