LA BELLEZZA DELL’INCONTRO, OLTRE OGNI DISTANZA

Attraverso AIESEC, la più grande organizzazione internazionale gestita da studenti e neolaureati, che promuove lo sviluppo della leadership giovanile tramite programmi di mobilità internazionale, quattro studenti universitari – Jasmine e Karla dal Perù, Yeva dall’Ucraina e Pedro dal Brasile – hanno vissuto un’esperienza di studio e volontariato nei servizi della grande Casa di Brescia Bronzetti.

La mia esperienza di volontariato presso l’Istituto Luigi Palazzolo – Suore delle Poverelle, a Brescia, è stata un vero dono. Fin dal primo momento mi sono sentita accolta: le suore erano incredibilmente vicine e gentili, sempre con un sorriso e un calore che rendevano tutto più semplice.

Ho apprezzato molto le cose più semplici, come giocare con i bambini, ridere con loro e accompagnare le adolescenti aiutandole con i compiti di inglese. In quei momenti quotidiani ho scoperto una connessione molto speciale, in cui dare e ricevere si intrecciano in modo naturale.

Anche se alcune suore non parlavano spagnolo né inglese, siamo riuscite a comunicare in modi molto belli: con gesti, sorrisi e tanta pazienza. Era persino divertente imparare poco a poco l’italiano; dire “buongiorno” ogni mattina è diventato un piccolo momento di felicità che segnava l’inizio della giornata.

La vita lì era fatta anche di piccoli piaceri: il cibo italiano, con pasta e pizza ogni settimana, faceva parte di quella gioia quotidiana condivisa in comunità. Ho avuto anche l’opportunità di conoscere una suora peruviana; da peruviana, incontrare qualcuno del mio Paese così lontano da casa mi ha fatto stare molto bene. Quel giorno era con noi anche una suora molto gentile che parlava spagnolo, e poter conversare con lei è stato un piccolo sollievo che ha reso tutto ancora più familiare. Inoltre, abbiamo fatto un viaggio a Bergamo e condiviso cibo peruviano: qualcosa che, dopo tanto tempo, è stato come un abbraccio al cuore.

Porto con me ricordi pieni di gioia, semplicità e affetto. Questa esperienza mi ha insegnato che nelle cose piccole, nella quotidianità e nell’incontro con gli altri, anche lontano da casa, si trova una bellezza profonda che rimane nel cuore.

Jasmine

Care sorelle,

vorrei trovare parole capaci di esprimere davvero tutta la mia gratitudine per l’accoglienza che ho ricevuto durante questo mio percorso con voi, ma devo riconoscere che nessuna sembra essere abbastanza.

Sono arrivato qui con l’intenzione di trascorrere un mese per approfondire il tema dell’accoglienza delle persone vittime di violenza, un ambito che studio in Brasile. Tuttavia, ciò che ho trovato mi ha profondamente sorpreso. È stato molto più di un semplice apprendimento: ho sperimentato un autentico senso di appartenenza, di comunità, di umanità condivisa — qualcosa che non avevo mai vissuto in modo così intenso. E voi siete state una parte fondamentale di tutto questo.

I vostri sorrisi, sempre così calorosi, mi hanno dato energia ogni giorno. Anche quando la lingua rappresentava una barriera, il vostro affetto, la vostra generosità e la vostra cura parlavano molto più forte, arrivando al cuore in un modo che non dimenticherò mai.

Spero davvero di poter tornare un giorno. E, la prossima volta, prometto che arriverò parlando italiano.

Con profonda gratitudine, Pedro

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