Antonio, Angelo, Bea e suore
Grazie alla domanda di una ragazza in visita al Museo San Luigi Palazzolo – “Ma come è nato l’Oratorio a Bergamo?” – si è accesa in noi la curiosità di approfondire un percorso molto significativo della forma originaria di carità palazzoliana, rivolta soprattutto alla gioventù più povera.
Se infatti sono molto note le vite e l’opera di coloro che vengono indicati come gli “inventori” dell’oratorio – il piemontese san Giovanni Bosco e il romano san Filippo Neri –, meno conosciuto è invece il contributo del Palazzolo alla fioritura di questa straordinaria proposta educativa a Bergamo.
In occasione delle Settimane della Cultura 2026, il 12 aprile, la pastorale giovanile del nostro Istituto ha realizzato, con i giovani e per i giovani, un percorso storico-culturale alle radici dell’oratorio bergamasco, dal titolo “Da allora… è oratorio!”, con l’intento di riscoprirne lo spirito originario e attualizzarlo nel presente. L’obiettivo è stato certamente quello di ricostruire la storia e le tappe che hanno dato vita a questa realtà educativa, ma soprattutto di conoscere la spiritualità di coloro che vi hanno collaborato e partecipato, in una splendida staffetta che, dalla fine del Settecento, giunge fino a noi.
Il percorso è iniziato dal fonte battesimale della chiesa di Sant’Alessandro in Colonna, dove furono battezzati, oltre al Palazzolo, anche figure centrali come don Carlo Botta – che aprì l’“Oratorio dei discoli”, al quale il giovane Palazzolo partecipò attivamente –; Teresa Eustochio Verzeri, legata all’esperienza iniziale della scuola femminile in Città Alta; Caterina Cittadini, fondatrice delle Orsoline di Somasca e diffusore della proposta oratoriana; e il laico Giuseppe Greppi, protagonista della storia dell’Oratorio dell’Immacolata.
In un tempo in cui le attività per ragazzi e ragazze erano rigorosamente separate, il nostro itinerario ha toccato anche la chiesa di San Giuseppe in via Garibaldi, da cui don Luca Passi diede vita all’opera di Santa Dorotea, avviando i primi oratori femminili a Bergamo, tra cui quello festivo presso l’Oratorio San Filippo Neri nella nostra attuale Casa Madre.
Abbiamo voluto così raccontare la storia di donne e uomini che, dopo aver sperimentato in prima persona l’amore di Dio, hanno avvertito il desiderio di creare spazi educativi per i giovani, testimoniando una straordinaria gioia e creatività.
A completamento del percorso, abbiamo ideato anche un gioco che, attraverso ruoli e carte, permette di attualizzare risorse e limiti dell’oratorio di oggi: una realtà a cui si può contribuire solo grazie alla collaborazione di ciascuno e di tutti.
Siamo grati per l’opportunità di realizzare questo percorso, che ci ha permesso di crescere e di conoscere più profondamente questa ricca eredità.


