QUANDO LA MEMORIA DIVENTA FUTURO

Comunità delle Poverelle – Curitiba – Brasile

Il cammino delle Poverelle in Brasile, tra storia, mistero e nuove sfide

Maggio, per la nostra Famiglia delle Poverelle, non è semplicemente un mese dell’anno: è un tempo speciale in cui memoria, fede e speranza si intrecciano. Porta con sé il profumo delle nostre radici, la testimonianza delle sorelle che ci hanno preceduto e la fiducia nel futuro. In Brasile, le Poverelle hanno voluto rileggere la propria storia alla luce di Maria, della Pentecoste e delle sfide di oggi.

Una memoria che genera vita

Il mese di maggio ci riporta a una pagina luminosa della nostra storia: le sei sorelle che nel 1995, durante l’epidemia di Ebola a Kikwit (Congo), donarono la vita restando accanto ai malati. Non cercarono il martirio, ma la fedeltà al Vangelo e al carisma: servire i più poveri anche nei momenti più difficili. Nella Professione religiosa avevano fatto voto di «servire i più poveri, i malati, anche in tempo di malattie contagiose e di peste». Queste parole, che potevano sembrare una formula antica, diventarono realtà concreta. Quando molti fuggivano, loro rimasero.

La loro testimonianza continua a parlare oggi: l’amore vero si misura nella capacità di restare accanto a chi soffre. Ci ricordano che Dio opera proprio nelle ferite e nelle fragilità, sostenendo anche il nostro cammino in un mondo segnato da nuove povertà.

Maria, donna della fiducia

Maggio è anche il mese di Maria. In lei scopriamo una fede fatta di ascolto, attesa e fiducia. Accoglie il progetto di Dio senza comprenderlo pienamente e rimane fedele anche sotto la croce.

Maria continua a insegnarci che la fecondità nasce dall’abbandono fiducioso in Dio. Come lei, siamo chiamate a lasciarci sorprendere, ad accogliere l’imprevisto e a credere che lo Spirito agisca spesso in modi inattesi.

Fedeltà creativa

Il 22 maggio abbiamo celebrato i 157 anni dalla fondazione della nostra Famiglia religiosa. San Luigi Palazzolo e Madre Teresa Gabrieli iniziarono con pochi mezzi, ma con uno sguardo attento ai bisogni e un cuore aperto allo Spirito. Luigi Palazzolo amava ripetere che «occorre fare il bene, là dove nessuno vuole andare». Questa intuizione continua a essere attuale.

Il nostro carisma è uno stile evangelico: stare accanto agli ultimi e riconoscere la dignità di ogni persona. Oggi continua a vivere nelle comunità sparse nel mondo. Anche in Brasile incontriamo Dio nelle fragilità quotidiane: famiglie in difficoltà, anziani soli, bambini in cerca di futuro, persone ferite dalla vita e spesso dimenticate dalla società.

Le sfide di oggi

Accanto alle povertà materiali emergono nuove fragilità: solitudine, individualismo, perdita di senso. In una società sempre più connessa, molte persone si sentono sole e cercano relazioni autentiche. Anche l’intelligenza artificiale ci interpella: quale umanità stiamo costruendo? Il nostro carisma ci invita a custodire la dignità di ogni persona, soprattutto dei più fragili. Sentiamo che questa sfida ci riguarda da vicino. Il nostro carisma nasce proprio dalla scelta di custodire la dignità di ogni persona, soprattutto quando essa appare fragile, ferita o dimenticata.

Il mondo digitale diventa una nuova periferia: uno spazio da abitare con semplicità, portando ascolto, speranza e Vangelo. Noi Poverelle in Brasile stiamo imparando ad abitare il mondo digitale come una nuova terra di missione. Con semplicità, utilizziamo i mezzi online – vedi il nostro sito www.irmasdospobres.com – per creare incontro e condividere speranza attraverso video, testimonianze e momenti di preghiera. Anche dietro uno schermo ci sono persone sole o in ricerca, che possono essere raggiunte dal Vangelo. Come ricorda Magnifica Humanitas «il vero progresso non consiste nel creare macchine sempre più potenti, ma nel custodire una “magnifica umanità abitata da Dio”».

Pentecoste: il coraggio di andare oltre

Alla fine del mese di maggio, il nostro sguardo si è aperto verso la Pentecoste. Lo Spirito Santo trasforma la paura in coraggio e ci spinge fuori, verso il mondo. Ci ricorda che la Chiesa nasce in uscita, non chiusa nei propri confini, ma inviata verso il mondo. Ci invita a credere che il futuro è promessa, non minaccia. In un mondo frammentato, il cuore umano resta il luogo dell’incontro con Dio e con gli altri. Ed è lì che continua il nostro cammino, tra memoria e profezia, fedeli al Vangelo e aperte alle sfide del tempo.

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