INTRECCI DI VITA, SOGNI DI MISSIONE

Federica R.

La festa del GRAZIE agli amici delle missioni

Sabato 16 maggio, la Casa Madre delle Suore delle Poverelle si è riempita di volti, voci e storie per la “Festa del Grazie agli amici delle missioni”, un momento atteso e carico di significato, promosso insieme dalla Procura delle Missioni e dal Centro Missionario Diocesano.

La giornata è iniziata in un’atmosfera quasi sorprendente: dopo giorni di pioggia, il cielo si è aperto lasciando spazio a una luce limpida, come un segno di accoglienza. Fin dalle prime ore del mattino, suore e volontari hanno dato il benvenuto ai partecipanti, accompagnandoli nella formazione dei gruppi, riconoscibili da braccialetti colorati che richiamavano diversi Paesi del mondo: Italia, Brasile, Perù, Malawi, Kenya, Congo, Burkina Faso e Costa d’Avorio. Tra una bevanda calda e un dolcetto, gli sguardi si sono incrociati, le distanze si sono accorciate e, con naturalezza, è nato quel clima familiare fatto di sorrisi, riconoscimenti e nuove conoscenze.

Il momento centrale della mattinata è stata la riflessione “Volontari… testimoni del Vangelo”, ispirata al Vangelo di Luca sull’invio dei discepoli. È emerso che questa chiamata è attuale ancora oggi, vissuta nel servizio agli altri. Il messaggio principale sottolinea che ciò che conta non è il successo, ma la gioia di far parte di qualcosa di più grande. La riflessione si è poi allargata alle realtà concrete di oggi (giovani, famiglie, anziani, poveri), evidenziando l’importanza delle relazioni e della capacità di trasformare anche le difficoltà in speranza. In questo contesto è stato richiamato il valore dell’“ubuntu”, espressione tipica africana che significa: “io sono perché noi siamo”.

A suggellare questo momento, un video ha portato nel cuore dei presenti le voci e le immagini delle suore missionarie nel mondo, rendendo ancora più concreto quel legame che unisce realtà lontane.

Nel cortile d’onore, le attività di gruppo hanno dato forma e movimento ai contenuti ascoltati. Attraverso il gioco dell’“intreccio”, si è sperimentato come ogni comunità sia fatta di fili diversi, da tenere insieme con pazienza e apertura. Con il gioco della “valigia”, invece, ognuno è stato invitato a riflettere su ciò che porta con sé quando parte: aspettative, emozioni, sogni. E soprattutto sulla consapevolezza che ogni ritorno porta con sé un cambiamento, spesso silenzioso ma profondo.

Il momento più intenso della giornata è stato la celebrazione della Santa Messa, nella chiesa della Casa Madre. Attorno all’altare, lingue, culture e storie diverse si sono unite in un’unica preghiera. I doni portati all’offertorio, provenienti simbolicamente dai Paesi di missione, hanno raccontato la bellezza di una Chiesa che si fa universale. E la benedizione delle corone del rosario, destinate a chi partirà per la prima esperienza missionaria, è stata un gesto semplice ma carico di emozione e di promessa.

Il pranzo ha continuato a tessere relazioni, trasformando la condivisione in un tempo di gioia concreta. Tra tavoli animati e chiacchiere spontanee, si è respirato il gusto dello stare insieme, reso possibile anche grazie all’impegno delle donne del Villaggio Gabrieli.

Nel pomeriggio, l’energia non si è affievolita: la caccia alla missione ha coinvolto i gruppi in una sfida dinamica, mettendo al centro tre ambiti fondamentali: scuola, ospedale e agricoltura. Tra prove e sorrisi, è emerso con chiarezza quanto questi elementi siano essenziali per la vita delle comunità, e quanto ogni piccolo gesto possa avere un grande valore.

Infine, la lotteria ha regalato un momento leggero e festoso, preludio ai saluti. Ma più di ogni premio, ciò che ciascuno ha portato a casa è stato invisibile e prezioso: le relazioni vissute, le parole ascoltate, le esperienze condivise. Perché, in fondo, il vero tesoro di questa giornata non è stato solo ciò che si è fatto, ma ciò che si è costruito insieme: un piccolo frammento di mondo in cui il “noi” ha preso forma, ricordando a tutti che la missione, prima ancora che un luogo da raggiungere, è un modo di vivere.

ALTRI ARTICOLI

SUOR ROSE KONDWANI

SUOR GESUALBA PEGORARO

SUOR GIANLORENZA PERANI