{"id":597,"date":"2026-09-08T09:32:46","date_gmt":"2026-09-08T09:32:46","guid":{"rendered":"https:\/\/suoredellepoverelle.it\/rivistacharitas\/?p=597"},"modified":"2026-09-08T09:32:48","modified_gmt":"2026-09-08T09:32:48","slug":"matricola-n-2579-madre-donata-il-coraggio-della-carita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/suoredellepoverelle.it\/rivistacharitas\/index.php\/2026\/09\/08\/matricola-n-2579-madre-donata-il-coraggio-della-carita\/","title":{"rendered":"MATRICOLA N. 2579: MADRE DONATA, IL CORAGGIO DELLA CARIT\u00c0"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>A cura di sr. Sonia Rusconi (Ispirato all\u2019articolo di suor Gemma Della Monica pubblicato su Charitas n. 3, anno XLVI, p. 13 ss.)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vittoria Castrezzati, chiamata poi Madre Donata, nacque a Saiano (BS) nel 1885. Entrata nell\u2019Istituto delle Suore delle Poverelle, emise la sua prima professione religiosa all&#8217;et\u00e0 di vent&#8217;anni. Donna animata da un profondo amore per la vita e capace di infondere speranza nel prossimo, si distingueva per una tempra forte e coraggiosa, coniugata a una squisita delicatezza e cordialit\u00e0. La sua presenza silenziosa metteva a proprio agio chiunque.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il &#8220;coraggio da leone&#8221; sotto le bombe<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante il secondo conflitto mondiale, Madre Donata ricopriva l&#8217;incarico di Superiora presso la casa di via Achille Papa a Milano. Dal 1938, la struttura si dedicava instancabilmente all\u2019assistenza di anziani non autosufficienti e malati terminali, giungendo a ospitare mille persone nel 1943, proprio mentre la citt\u00e0 subiva devastanti bombardamenti a tappeto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Don Beppino Tedeschi, che trov\u00f2 rifugio nell&#8217;Istituto per sfuggire alla persecuzione delle SS, ricord\u00f2 nel 1960 lo straordinario sangue freddo della religiosa: &#8220;Durante i frequenti bombardamenti, ho scorto in lei un coraggio da leone. Quando risuonava l&#8217;allarme, percorreva le camerate rassicurando tutti: &#8216;State tranquilli, non accadr\u00e0 nulla&#8217;. La sua sicurezza era tale che si scherzava dicendo avesse dato ordine agli americani di risparmiare l&#8217;Istituto&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un rifugio tra le macerie<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo l&#8217;armistizio dell&#8217;8 settembre 1943 e l&#8217;occupazione tedesca, Milano divenne teatro di atroci crudelt\u00e0, specialmente contro ebrei e prigionieri politici. Nonostante l\u2019Istituto Palazzolo fosse stato gravemente danneggiato da un\u2019incursione aerea nella notte tra il 12 e il 13 settembre, Madre Donata non desistette. Sebbene gran parte dei degenti fosse stata evacuata, lei rimase con quindici consorelle a proteggere gli ultimi quaranta malati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come documentato da Don Alessandro Pronzato, il Palazzolo divenne uno dei rifugi pi\u00f9 sicuri della citt\u00e0. Sotto la guida intrepida di Madre Donata, i clandestini venivano celati tra le macerie, nei solai o negli scantinati. Ebrei, partigiani, disertori e profughi venivano accolti senza distinzione di razza o credo, ricevendo cure, vitto e documenti falsi per espatriare in Svizzera. Si calcola che l&#8217;Istituto giunse a nascondere fino a 144 perseguitati.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019ora di grazia: il carcere e la fede<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La dedizione della religiosa non tard\u00f2 a attirare i sospetti delle autorit\u00e0 nazifasciste. Nel luglio 1944, a seguito dell&#8217;arresto di un gruppo di fuggiaschi al confine, emerse la complicit\u00e0 delle suore. La sera del 14 luglio, tre ufficiali tedeschi e un interprete fecero irruzione in via Achille Papa. Sotto la minaccia delle armi e dopo un sommario interrogatorio, Madre Donata fu condotta al carcere di San Vittore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel suo diario, intitolato significativamente &#8220;L\u2019ora di grazia&#8221;, descrive quei momenti con serena accettazione: &#8220;Giunta a San Vittore verso mezzanotte, baciai con trasporto il mio crocifisso, abbandonandomi totalmente alla volont\u00e0 del Signore. Quanto \u00e8 dolce soffrire con Lui!&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Registrata con la matricola 2579, trascorse ventuno giorni in isolamento nella cella n. 54, trasformando la prigionia in un tempo di ritiro spirituale. Anche quando fu raggiunta da due consorelle, la sua preoccupazione principale fu quella di rincuorarle, organizzando la vita quotidiana come in una piccola comunit\u00e0 religiosa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La liberazione e l\u2019esilio<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il destino delle religiose sembrava segnato dalla deportazione nei campi di sterminio, ma un evento imprevisto cambi\u00f2 il corso della storia: proprio mentre i camion erano pronti al carico, la mancanza di carburante e il tempestivo intervento del Cardinale Schuster portarono al decreto di scarcerazione. Il 3 agosto 1944, Madre Donata lasci\u00f2 il carcere, non prima di aver rivolto una preghiera di sincera compassione per l&#8217;uomo che l&#8217;aveva arrestata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sebbene liberate, alle tre suore fu proibito il rientro a Milano; furono inviate in &#8220;domicilio coatto&#8221; a Grumello del Monte, tra i disabili, in quello che i tedeschi intendevano come un confino punitivo. Vi rimasero fino al 16 dicembre.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;eredit\u00e0 spirituale<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli ultimi anni di Madre Donata furono segnati dalla malattia e da una progressiva cecit\u00e0, prove che affront\u00f2 con il consueto spirito di abbandono. Con un ultimo tocco di fede, amava ripetere: &#8220;Il Signore mi ha messo fuori uso gli occhi perch\u00e9, ben riposati, siano pronti a contemplarlo in Paradiso&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di sr. 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