{"id":403,"date":"2025-11-25T14:18:38","date_gmt":"2025-11-25T14:18:38","guid":{"rendered":"https:\/\/suoredellepoverelle.it\/rivistacharitas\/?p=403"},"modified":"2025-11-25T14:26:25","modified_gmt":"2025-11-25T14:26:25","slug":"dove-lalba-e-di-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/suoredellepoverelle.it\/rivistacharitas\/index.php\/2025\/11\/25\/dove-lalba-e-di-tutti\/","title":{"rendered":"DOVE L&#8217;ALBA \u00c8 DI TUTTI"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un film che racconta la fragilit\u00e0 come forza e la comunit\u00e0 come casa<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"background-color:#f7cc62\" class=\"td_text_highlight_marker\">Fabio Cecchin &#8211; Coord. di Struttura RSD Ros\u00e0<\/span><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 un\u2019alba che appartiene a tutti: illumina i volti, le storie, anche quelle pi\u00f9 fragili. \u00c8 questo il cuore del cortometraggio Dove l\u2019alba \u00e8 di tutti, firmato dal regista Pietro Parolin e presentato nello spazio della Regione Veneto alla Mostra del Cinema di Venezia 2025. Un\u2019opera che nasce dall\u2019Istituto Palazzolo di Ros\u00e0 e porta sul grande schermo la vita di due suoi residenti: Alessandro Forlin e Marzia Frizzarin. Non un film che inventa, ma che raccoglie. Non una trama costruita, ma la realt\u00e0 vissuta. Alessandro e la comunit\u00e0 dell\u2019Istituto Palazzolo, con semplicit\u00e0 e coraggio, hanno scelto di \u201cmettere in scena\u201d la quotidianit\u00e0: le difficolt\u00e0 e le speranze che abitano il cuore di chi vive la disabilit\u00e0. In loro, e attraverso loro, lo spettatore scopre che la fragilit\u00e0 non \u00e8 soltanto mancanza, ma pu\u00f2 diventare energia, desiderio di futuro, possibilit\u00e0 di dono. Per Parolin, originario di Ros\u00e0, questo progetto non \u00e8 stato soltanto un lavoro: \u00e8 stato un ritorno a casa. Da bambino aveva frequentato l\u2019asilo proprio dentro il Palazzolo. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"300\" src=\"https:\/\/suoredellepoverelle.it\/rivistacharitas\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/LogoBiennale.gif\" alt=\"\" class=\"wp-image-406\" style=\"width:390px;height:auto\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tornarvi oggi con una cinepresa in mano ha significato chiudere un cerchio, trasformando un ricordo personale in un messaggio universale. La trama ruota attorno a una scelta difficile, che diventa passaggio e simbolo: una porta che si chiude e una vita nuova che si apre. Un gesto semplice, ma potente, capace di racchiudere il senso profondo di questo progetto: la disabilit\u00e0 non segna la fine di un percorso, ma pu\u00f2 essere l\u2019inizio di una nuova alba. Dietro a questa esperienza c\u2019\u00e8 molto pi\u00f9 di una produzione cinematografica: c\u2019\u00e8 una comunit\u00e0 intera che ha aperto le proprie porte. Operatori, volontari, familiari, residenti: tutti hanno partecipato con discrezione e generosit\u00e0, dando vita a un racconto che non appartiene a pochi, ma a tutti. La presentazione a Venezia ha avuto un valore che va oltre il prestigio del palcoscenico. L\u2019assessore regionale al Welfare, Manuela Lanzarin, ha sottolineato: \u00abIl cortometraggio mette in evidenza con coraggio e sensibilit\u00e0 la vita quotidiana di persone con disabilit\u00e0 all\u2019interno dell\u2019Istituto Palazzolo di Ros\u00e0, punto di riferimento per tutta l\u2019area Pedemontana. Il film ci ricorda che le barriere pi\u00f9 difficili da abbattere non sono quelle architettoniche, ma quelle culturali e sociali\u00bb. Parolin stesso ha raccontato: \u00abAbbiamo vissuto giornate intense: la sensibilit\u00e0 e la forza dei ragazzi ci hanno regalato emozioni che non si potevano programmare. La loro autenticit\u00e0 \u00e8 stata il vero linguaggio del film\u00bb. Dopo aver emozionato Ros\u00e0, Bassano e il pubblico del Festival Cinema Nuovo di Bergamo, Dove l\u2019alba \u00e8 di tutti \u00e8 approdato al Lido di Venezia come un dono prezioso. Non un film qualsiasi, ma un\u2019esperienza di comunit\u00e0 che, attraverso il linguaggio universale del cinema, ricorda che la vita, anche nella fragilit\u00e0, pu\u00f2 essere piena e luminosa. Questo cortometraggio resta nel cuore come una carezza. \u00c8 la prova che nessuna storia \u00e8 piccola e nessuna fragilit\u00e0 \u00e8 invisibile, se qualcuno ha il coraggio e la sensibilit\u00e0 di raccontarla. E la conferma che l\u2019inclusione non \u00e8 un concetto astratto, ma un cammino quotidiano fatto di incontri, scelte, sorrisi, mani che si tendono. Attraverso la storia di Alessandro, la comunit\u00e0 del Palazzolo ha consegnato al mondo un messaggio di speranza: ogni vita merita di essere raccontata, ogni persona porta con s\u00e9 un dono, ogni alba \u00e8 davvero di tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=9FHQkPNQYOI\"><strong>Clicca qui per guardare il cortometraggio: Dove l&#8217;alba \u00e8 di tutti<\/strong><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un film che racconta la fragilit\u00e0 come forza e la comunit\u00e0 come casa Fabio Cecchin &#8211; Coord. di Struttura RSD Ros\u00e0 C\u2019\u00e8 un\u2019alba che appartiene a tutti: illumina i volti, le storie, anche quelle pi\u00f9 fragili. \u00c8 questo il cuore del cortometraggio Dove l\u2019alba \u00e8 di tutti, firmato dal regista Pietro Parolin e presentato nello [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":404,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[30],"tags":[],"class_list":["post-403","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-dal-mondo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/suoredellepoverelle.it\/rivistacharitas\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/403","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/suoredellepoverelle.it\/rivistacharitas\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/suoredellepoverelle.it\/rivistacharitas\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/suoredellepoverelle.it\/rivistacharitas\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/suoredellepoverelle.it\/rivistacharitas\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=403"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/suoredellepoverelle.it\/rivistacharitas\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/403\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":409,"href":"https:\/\/suoredellepoverelle.it\/rivistacharitas\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/403\/revisions\/409"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/suoredellepoverelle.it\/rivistacharitas\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/404"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/suoredellepoverelle.it\/rivistacharitas\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=403"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/suoredellepoverelle.it\/rivistacharitas\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=403"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/suoredellepoverelle.it\/rivistacharitas\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=403"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}