{"id":359,"date":"2025-11-25T13:06:01","date_gmt":"2025-11-25T13:06:01","guid":{"rendered":"https:\/\/suoredellepoverelle.it\/rivistacharitas\/?p=359"},"modified":"2025-11-25T14:43:07","modified_gmt":"2025-11-25T14:43:07","slug":"le-carline-e-le-poverelle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/suoredellepoverelle.it\/rivistacharitas\/index.php\/2025\/11\/25\/le-carline-e-le-poverelle\/","title":{"rendered":"LE CARLINE E LE POVERELLE"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Otto decenni di stima e amicizia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em><span style=\"background-color:#f7cc62\" class=\"td_text_highlight_marker\">Paola Somenzi<\/span><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Con questo breve scritto colgo l\u2019opportunit\u00e0 di offrire una testimonianza che, insieme a quella di altre ex-Carline, intreccia un rapporto di stima e amicizia che lega da oltre ottant\u2019anni il nostro gruppo a quello delle Suore delle Poverelle.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma chi sono davvero \u201cLe Carline\u201d e perch\u00e9 questa lunga frequentazione?<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019agosto 1941, Anna Bonomi Bolchini (1910-2003), fondatrice dell\u2019Istituto Le Carline (1941-1979), avvi\u00f2 con le Suore delle Poverelle una fruttuosa collaborazione per offrire un servizio educativo-religioso alle ospiti del proprio Istituto. Un anno dopo la morte del padre, Carlo Bonomi (1859-1940), ispiratore del nome, Anna inizi\u00f2 ad accogliere un piccolo gruppo di bambine con contesti familiari difficili, prima a Como e poi a Milano, nelle sedi di Via Donizetti 44 e di Via Perotti 2.<\/p>\n\n\n\n<p>Io e tante mie compagne abbiamo vissuto gli anni pi\u00f9 significativi della nostra vita proprio in questa seconda sede, nella zona nord-est di Milano (quartiere Maggiolina). Qui la palazzina verdeggiante, risalente agli anni \u201920 e riadattata negli anni \u201956-\u201957 dall\u2019architetto Marco Zanuso per una Comunit\u00e0 femminile di 40 bambine e 20 pensionanti, era un luogo luminoso e accogliente. L\u2019ambiente, curato nei dettagli e reso bello dal contributo di figure come l\u2019architetta\/designer Cini Boeri, favoriva socializzazione e senso di casa. Il giardino, l\u2019artistica cappella con opere di Lucio Fontana e gli spazi comuni aperti completavano un contesto stimolante: camere a misura di bambina, aule di studio e un grande spazio per il gioco.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo progetto cos\u00ec speciale fu possibile grazie a una persona illuminata: Anna, \u201cLa Signora di Milano\u201d, imprenditrice pioniere della filantropia femminile, pronta a offrire lavoro o apprendistato a molte pensionanti e a garantirne un futuro attraverso lo studio e lo sviluppo di competenze professionali. Per queste sue capacit\u00e0, nel 1968 Anna ricevette l\u2019onorificenza di Cavaliere del Lavoro. In questa missione sono state decisive le Suore delle Poverelle e i tanti collaboratori di cui custodiamo vivo il ricordo: Madre Maria Giupponi (prima madre superiora), Madre Natalia Rota Conti, Madre Erminda Micheli, Madre Rita Dossi, e tante altre.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordiamo con affetto suor Azelia Bianchi, suor Prosperina Grazioli, suor Iginia Cerantola, suor Ottilia Tirioni, suor Nives Milesi, suor Rosancilla Vedovati, che hanno segnato profondamente il nostro cammino. Nell\u2019estate del 1973 la presenza delle Suore delle Poverelle si \u00e8 conclusa; al loro posto sono subentrate le Suore Domenicane, fino alla chiusura del collegio nel 1979. Negli anni \u201980 l\u2019edificio ha ospitato la Polizia di Stato \u201cGreco-Turro\u201d, che lo ha adattato a uso di pubblica sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Guardando a questi ricordi, noi ex-Carline ci sentiamo testimoni privilegiate di un\u2019esperienza straordinaria vissuta grazie a Anna, vera antesignana dell\u2019emancipazione femminile nel mondo del lavoro, degli affari e della filantropia. Oggi la sua storia \u00e8 un simbolo ante litteram di creativit\u00e0, curiosit\u00e0, coraggio e desiderio di superare confini: un simbolo che merita di essere ricordato e tramandato.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Testimonianza di Antonella Vago<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Sono arrivata nel bellissimo collegio delle &#8220;Carline&#8221; all&#8217;et\u00e0 di tre anni, nel 1961. Tra i ricordi pi\u00f9 belli di quel periodo, c&#8217;\u00e8 quello dei giorni in cui, all&#8217;et\u00e0 di circa quattro anni, mi ammalai di &#8220;orecchioni&#8221;. In quel periodo la superiora era Madre Natalia Rota Conti, che, per paura di contagiare le altre bambine, mi port\u00f2 nella sua camera. Mi cur\u00f2 con affetto, mi diede qualche zuccherino e mi permise di pettinarle i lunghi capelli.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Testimonianza di Mariuccia Brugnoli<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ricordo i tempi liturgici dell&#8217;Avvento e della Quaresima vissuti alle Carline negli anni Sessanta, quando Suor Iginia Cerantola, bravissima sarta del collegio, ci dava, ogni volta che facevamo un &#8220;fioretto&#8221;, un&#8217;immaginetta con dei fiori da colorare. Erano cose d&#8217;altri tempi, eppure le ricordo ancora con tenerezza, perch\u00e9 sono rimaste nel mio cuore come uno stimolo a vivere in modo sobrio e attento agli altri. Suor Iginia, inoltre, ci faceva il catechismo usando in modo efficace i &#8220;filmini&#8221;; non posso dimenticare le emozioni che provavo ascoltando le storie di vita di Ges\u00f9 e dei santi. In particolare, le immagini della crocifissione di Cristo mi hanno trasmesso il suo amore per tutti noi pi\u00f9 di tante omelie durante la Messa!<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Otto decenni di stima e amicizia Paola Somenzi Con questo breve scritto colgo l\u2019opportunit\u00e0 di offrire una testimonianza che, insieme a quella di altre ex-Carline, intreccia un rapporto di stima e amicizia che lega da oltre ottant\u2019anni il nostro gruppo a quello delle Suore delle Poverelle. 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